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Riforma del Terzo Settore: osservazioni della Fondazione Nazionale Commercialisti nell'informativa Periodica del 4 agosto 2017 In evidenza

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)
Sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti è stata pubblicata l'Informativa Periodica del 4 agosto 2017, "Riforma del Terzo settore".

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, avendo costantemente monitorato l’iter legislativo della riforma, fornisce una serie di approfondimenti e linee guida che possano agevolare nella lettura interpretativa delle norme che apportano evidenti e significative novità alla disciplina.

L'Informativa espone una serie di primi commenti e osservazioni elaborati da esperti della materia su alcuni importanti tematiche toccate dal Codice del Terzo settore e contiene i seguenti contributi:
- Gli enti del Terzo settore e il regime pubblicitario, di Cristina Bauco
- Rendicontazione e controllo, di Matteo Pozzoli
- La nuova fiscalità degli enti del Terzo settore, di Gabriele Sepio
- L’inquadramento fiscale dell’ente del Terzo settore e la verifica della natura non commerciale, di Thomas Tassani
- Le agevolazioni relative alle imposte indirette e tributi locali, di Viviana Capozzi e Fabio Massimo Silvetti
- Scritture contabili: obblighi fiscali, di Nicola Forte
- I nuovi incentivi alle erogazioni a favore degli enti del Terzo settore, di Filippo Dami.
Il Consiglio Nazionale nell'Informativa Periodica del 4 agosto illustra anche le criticità avvertite, che riguardano principalmente i seguenti punti:
1. Nonostante il decreto legislativo sul Codice del terzo settore sia una norma molto articolata e complessa che persegue apparentemente una finalità di omogeneizzazione del settore no profit, l’assetto finale della norma conserva l’esistenza di molteplici regolamentazioni parallele. Si può prevedere che saranno numerosi gli enti che non si iscriveranno al Registro del terzo settore e che, quindi, non si assoggetteranno alla nuova disciplina: ai soggetti esplicitamente esclusi dalla legge delega, quali le fondazioni bancarie, le associazioni sindacali e di categoria, i partiti politici e gli enti aventi natura pubblica, si aggiungerà un congruo numero di altri soggetti, che preferirà restare assoggettato al codice civile e alla normativa del Tuir o di alcuni regimi speciali tributari non abrogati, sia per ragioni dimensionali, che rendono non opportuno affrontare i costi amministrativi conseguenti all’iscrizione, sia per mero arbitraggio fiscale. Tra questi ultimi risulteranno numerosissime le associazioni sportive dilettantistiche (ASD), per le quali non è abrogato il regime forfettario di imposizione ai fini Iva e delle imposte sui redditi previsto dalla L. 398/1991 e le esclusioni dalle attività commerciali disposte dagli articoli 4 del d.p.r.633/1972 e 148 del Tuir, regimi che potranno continuare a fruire solo non iscrivendosi al Registro unico.
2. Le norme sui controlli, seppur giudicate positivamente nel loro complesso, sono migliorabili. Il Consiglio Nazionale ritiene che l’esistenza di un adeguato sistema di controlli sia un elemento cruciale di trasparenza e garanzia per tutti gli stakeholders coinvolti negli enti no profit.
3. La nuova regolamentazione tributaria, pur apprezzabile, tenendo conto dei limitati margini concessi, da un lato, dai vincoli europei e, dall’altro lato, dalla esigenza di realizzare una riforma ad invarianza di gettito per lo Stato, ai fini della qualificazione tributaria degli enti, non ha pienamente rispettato l’indirizzo del legislatore primario di spostare il focus dalla natura delle attività svolte alle finalità effettivamente perseguite dall’ente.
4. Infine i decreti non sono chiarissimi relativamente alla tempistica di applicazione complessiva della riforma. Esiste quindi la necessità che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali regolamenti in maniera tempestiva il periodo transitorio. Si consideri che l’elemento centrale dal punto di vista amministrativo, il Registro unico del terzo settore, richiederà un tempo non brevissimo per essere organizzato e per entrare in pieno
funzionamento su scala nazionale.
Il CNDCEC sta predisponendo un primo commento sulla riforma con indicazioni operative, che sarà disponibile nel corso del mese di settembre, e intende redigere alcune proposte di miglioramento dei decreti legislativi. La legge delega, infatti, prevede il termine di 12 mesi per l’emanazione di decreti correttivi e si ritiene che questa sia l’occasione per un intervento di ulteriore miglioramento e semplificazione della riforma. Inoltre il Consiglio Nazionale predisporrà un format di seminario sulla riforma che sarà proposto agli ordini locali.

http://www.fondazionenazionalecommercialisti.it
http://www.nonprofitonline.it

  Clicca per ascoltare il testo! Sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti è stata pubblicata lInformativa Periodica del 4 agosto 2017, Riforma del Terzo settore. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, avendo costantemente monitorato l’iter legislativo della riforma, fornisce una serie di approfondimenti e linee guida che possano agevolare nella lettura interpretativa delle norme che apportano evidenti e significative novità alla disciplina. LInformativa espone una serie di primi commenti e osservazioni elaborati da esperti della materia su alcuni importanti tematiche toccate dal Codice del Terzo settore e contiene i seguenti contributi:- Gli enti del Terzo settore e il regime pubblicitario, di Cristina Bauco- Rendicontazione e controllo, di Matteo Pozzoli- La nuova fiscalità degli enti del Terzo settore, di Gabriele Sepio- L’inquadramento fiscale dell’ente del Terzo settore e la verifica della natura non commerciale, di Thomas Tassani- Le agevolazioni relative alle imposte indirette e tributi locali, di Viviana Capozzi e Fabio Massimo Silvetti- Scritture contabili: obblighi fiscali, di Nicola Forte- I nuovi incentivi alle erogazioni a favore degli enti del Terzo settore, di Filippo Dami.Il Consiglio Nazionale nellInformativa Periodica del 4 agosto illustra anche le criticità avvertite, che riguardano principalmente i seguenti punti:1. Nonostante il decreto legislativo sul Codice del terzo settore sia una norma molto articolata e complessa che persegue apparentemente una finalità di omogeneizzazione del settore no profit, l’assetto finale della norma conserva l’esistenza di molteplici regolamentazioni parallele. Si può prevedere che saranno numerosi gli enti che non si iscriveranno al Registro del terzo settore e che, quindi, non si assoggetteranno alla nuova disciplina: ai soggetti esplicitamente esclusi dalla legge delega, quali le fondazioni bancarie, le associazioni sindacali e di categoria, i partiti politici e gli enti aventi natura pubblica, si aggiungerà un congruo numero di altri soggetti, che preferirà restare assoggettato al codice civile e alla normativa del Tuir o di alcuni regimi speciali tributari non abrogati, sia per ragioni dimensionali, che rendono non opportuno affrontare i costi amministrativi conseguenti all’iscrizione, sia per mero arbitraggio fiscale. Tra questi ultimi risulteranno numerosissime le associazioni sportive dilettantistiche (ASD), per le quali non è abrogato il regime forfettario di imposizione ai fini Iva e delle imposte sui redditi previsto dalla L. 398/1991 e le esclusioni dalle attività commerciali disposte dagli articoli 4 del d.p.r.633/1972 e 148 del Tuir, regimi che potranno continuare a fruire solo non iscrivendosi al Registro unico.2. Le norme sui controlli, seppur giudicate positivamente nel loro complesso, sono migliorabili. Il Consiglio Nazionale ritiene che l’esistenza di un adeguato sistema di controlli sia un elemento cruciale di trasparenza e garanzia per tutti gli stakeholders coinvolti negli enti no profit.3. La nuova regolamentazione tributaria, pur apprezzabile, tenendo conto dei limitati margini concessi, da un lato, dai vincoli europei e, dall’altro lato, dalla esigenza di realizzare una riforma ad invarianza di gettito per lo Stato, ai fini della qualificazione tributaria degli enti, non ha pienamente rispettato l’indirizzo del legislatore primario di spostare il focus dalla natura delle attività svolte alle finalità effettivamente perseguite dall’ente.4. Infine i decreti non sono chiarissimi relativamente alla tempistica di applicazione complessiva della riforma. Esiste quindi la necessità che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali regolamenti in maniera tempestiva il periodo transitorio. Si consideri che l’elemento centrale dal punto di vista amministrativo, il Registro unico del terzo settore, richiederà un tempo non brevissimo per essere organizzato e per entrare in pienofunzionamento su scala nazionale.Il CNDCEC sta predisponendo un primo commento sulla riforma con indicazioni operative, che sarà disponibile nel corso del mese di settembre, e intende redigere alcune proposte di miglioramento dei decreti legislativi. La legge delega, infatti, prevede il termine di 12 mesi per l’emanazione di decreti correttivi e si ritiene che questa sia l’occasione per un intervento di ulteriore miglioramento e semplificazione della riforma. Inoltre il Consiglio Nazionale predisporrà un format di seminario sulla riforma che sarà proposto agli ordini locali. http://www.fondazionenazionalecommercialisti.ithttp://www.nonprofitonline.it

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