Centro Servizi per il Volontariato

Grande partecipazione al meeting regionale dei CSV. Mondello: “Il volontariato cresce se fa rete”

“La lezione che ci arriva dalla stagione fondativa è ancora attuale: il volontariato cresce quando è capace di fare rete senza perdere la propria identità. I fondatori del CESV ci hanno insegnato che l’autonomia delle associazioni e la collaborazione tra di esse non sono valori alternativi, ma due facce della stessa medaglia”.

Così Santi Mondello, presidente del CESV Messina, è intervenuto al meeting regionale dei CSV siciliani che si è svolto ad Aci Castello e ha visto grande partecipazione di rappresentanti del terzo settore di tutta la regione. L’evento ha riunito i tre CSV siciliani — CeSVoP ETS, CESV Messina ETS e CSV Etneo ETS — insieme a rappresentanti delle istituzioni, del Terzo Settore, del mondo accademico e delle fondazioni, per una giornata di riflessione sul ruolo del volontariato nella crescita sociale, civile e comunitaria della Sicilia.

25 anni di volontariato che uniscono la Sicilia” il titolo del meeting durante il quale Mondello ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione tra i Centri di Servizio, una collaborazione – ha detto – che “non nasce da obblighi normativi”.

“Nasce da una scelta politica e culturale maturata molto prima della riforma del Terzo Settore. La prima Convention regionale dei CSV risale al 2008 e rappresenta una tappa importante di un percorso che aveva già radici profonde. Quella convention si è tenuta nella provincia di Messina a Terme Vigliatore e tra i suoi ospiti ha avuto don Luigi Nervo in una delle sue ultime presenze in pubblico. Di quella convention sono stati pubblicati gli atti e da una loro lettura scorgiamo già molti dei temi che poi avrebbero caratterizzato la stagione della riforma. La centralità della gratuità quale tratto caratteristico dell’azione volontaria, l’attenzione ai territori e lo stile dell’ascolto, l’azione progettuale non solo come opportunità per finanziare il volontariato ma per radicare cambiamenti e miglioramenti possibili”.

Una partecipazione straordinaria

La giornata ha registrato un’affluenza straordinaria: oltre 400 presenze da tutta la Sicilia, a testimonianza della vitalità e del radicamento del mondo del volontariato sull’Isola. Tra i partecipanti, numerosi rappresentanti istituzionali di primo piano: il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, il direttore generale della Protezione Civile Siciliana, Salvo Cocina, e diversi sindaci provenienti dai territori serviti dai CSV siciliani. La loro presenza ha sottolineato il riconoscimento istituzionale del ruolo centrale che il volontariato organizzato svolge nelle comunità locali.

La mattina: dalle radici agli orizzonti futuri

Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali, la prima sessione ha offerto una lettura del percorso compiuto dal volontariato siciliano in venticinque anni. Sono intervenuti Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, Giuseppe Montemagno, portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore Sicilia, e Massimo Giusti della Fondazione ONC.

Il cuore della mattinata è stato il talk show “I CSV siciliani prima e dopo la riforma”, moderato dal giornalista e comunicatore sociale CSVnet Giulio Sensi, con la partecipazione dei presidenti dei tre CSV: Vito Puccio (OTC Sicilia), Giuditta Petrillo (CeSVoP), Santi Mondello (CESV Messina) e Salvo Raffa (CSV Etneo). Il confronto ha ripercorso le trasformazioni del sistema dei Centri di Servizio dall’origine ad oggi, con uno sguardo alle sfide aperte dalla riforma del Terzo Settore e alla necessità di immaginare nel futuro un più forte coordinamento tra i tre CSV siciliani.

Il pomeriggio: il Terzo Settore che genera futuro

Nel pomeriggio, la seconda sessione — dedicata al tema “Capitale sociale, comunità e sviluppo territoriale” — ha approfondito il contributo del volontariato alla coesione e allo sviluppo dei territori. La relazione introduttiva è stata tenuta da Ennio Ripamonti, con un intervento su “Comunità, partecipazione e capitale sociale: il volontariato come generatore di territori generativi”.

Ha fatto seguito un panel di confronto con Carola Carazzone di Assifero, Pierluigi Catalfo dell’Università degli Studi di Catania e Cristiano Caltabiano della Fondazione Terzjus. Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Giulio Sensi.

Un anniversario, uno sguardo al futuro

“Viviamo una fase caratterizzata da cambiamenti profondi”, ha ricordato Mondello. “L’invecchiamento della popolazione, la diminuzione dei giovani, l’emigrazione, le nuove povertà, la trasformazione delle relazioni sociali e l’aumento delle solitudini. Di fronte a questi fenomeni il volontariato non può limitarsi a rispondere alle emergenze. Deve contribuire a costruire comunità più coese, inclusive e partecipative. Per questo immagino i CSV del futuro come luoghi capaci di tenere insieme tradizione e innovazione”.

“Tradizione, perché dobbiamo custodire il patrimonio di solidarietà, gratuità e partecipazione che ha caratterizzato il volontariato italiano e siciliano. Innovazione, perché dobbiamo aiutare gli enti a leggere i cambiamenti, a coinvolgere le nuove generazioni, a utilizzare strumenti nuovi e a partecipare sempre più attivamente alla costruzione delle politiche pubbliche”.

Il meeting ha rappresentato molto più di una celebrazione: un momento di memoria collettiva, di bilancio condiviso e di progettazione partecipata. Venticinque anni di storia del volontariato siciliano organizzato riemersi attraverso voci, esperienze e visioni differenti, con un orizzonte comune: riaffermare il volontariato come infrastruttura sociale capace di generare partecipazione, legami comunitari e sviluppo territoriale in tutta la Sicilia.

 

Iria Cogliani