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A S. Teresa di Riva venerdì 5 giugno “Il gioco non ha età” sulla dipendenza dal gioco d’azzardo

Nel 2025 è stato di oltre 160 miliardi il giro legale in Italia, 3 miliardi in più rispetto all’anno precedente. E a questa cifra sfugge l’ammontare non tracciabile del mercato illegale. A ciò si aggiunga che la platea dei partecipanti si arricchisce sempre più, coinvolgendo tutte le fasce di età a partire dai giovanissimi (spesso anche minorenni) fino ad arrivare agli anziani.

Sono i dati allarmanti del gioco d’azzardo, dai quali prenderà il via “Il gioco non ha età”, la giornata di studi che si terrà al Palazzo della Cultura, Villa Crisafulli-Ragno, di Santa Teresa di Riva venerdì 5 giugno con inizio alle ore 09:30.

Organizzata e promossa da Federconsumatori Messina, CGIL Messina e SPI CGIL Messina, dal gruppo messinese della campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” e dall’iniziativa “Antenne. Puntiamo contro l’azzardo”, che vede insieme ASP e Terzo Settore, la manifestazione è sostenuta e patrocinata dal CESV Messina e da ANCI Sicilia.

Testimonial ed esperti

Con un sottotitolo che chiarisce bene il “cuore” del confronto e che recita “la dipendenza dal gioco d’azzardo è silenziosa e pericolosa”, l’evento vedrà la preziosa partecipazione di un testimonial che ha vissuto sulla propria pelle gli effetti nefasti della ludopatia e racconterà la propria storia a cuore aperto.

Apriranno i lavori i saluti istituzionali e gli interventi introduttivi di Marcella Magistro, segretaria CGIL Messina, Fulvio Capria, presidente Federconsumatori Messina, Pina Teresa Lontri, segretaria generale SPI CGIL Messina, Linda Paparone, sociologa, Sonia Ruggeri, psicologa.

Moderati da Rosario Ceraolo, direttore CESV Messina, interverranno in tavola rotonda Annalisa Miano, vicesindaca di Santa Teresa di Riva, Daniela Milano, responsabile del gruppo messinese “Mettiamoci in gioco”, Alessandra Castorina, dirigente medica psichiatra del Ser,D (Servizio per le Dipendenze) di Letojanni, Maria Catena Galasso e Alessanro Mezzapica, rispettivamente psicologa e operatore del progetto “Antenne”, Maurizio Zingales, sindaco di Mirto e presidente del Coordinamento piccoli Comuni di ANCI Sicilia.

La presenza sul territorio

“Si tratta del terzo incontro, dopo quelli di Patti e Messina, che realizziamo sul territorio della Città Metropolitana”, spiega Fulvio Capria, presidente Federconsumatori. “Purtroppo, la nostra provincia rappresenta una delle zone con il più alto tasso di gioco d’azzardo dell’intero Paese. Il fenomeno è in continua evoluzione. Nonostante gli ultimi provvedimenti, l’impianto normativo non aiuta a difendere i cittadini da quella che è una vera e propria patologia. Assistiamo ad un vero e proprio paradosso: uno Stato che, da un lato incassa dal gioco d’azzardo grosse cifre e, dall’altro, spende tentando di curarne gli effetti”.

“Cogliamo l’urgenza sociale che sta dentro il tema del gioco d’azzardo”, aggiunge Rosario Ceraolo, direttore del CESV Messina. “Il tema del benessere delle persone e del territorio passa anche dal mettere in campo azioni volontarie in grado di tutelare le famiglie, le comunità di fronte a fenomeni così pervasivi. Per l’evento di quest’anno si è scelta l’area di Santa Teresa di Riva, di grande rilevanza anche per la centralità di un vasto territorio che va oltre i meri confini. Non per caso, il CESV fin dalla prima ora ha promosso la campagna ‘Mettiamoci in gioco’, sia per tutelare appunto la collettività sia per far emergere connessioni e interessi, anche illegali, che caratterizzano il fenomeno”.

Anziani come “bersaglio”

“Di fronte ad uno Stato – aggiunge Pina Teresa Lontri, segretaria generale SPI CGIL Messina – che è uno dei principali responsabili del diffondersi della ludopatia, la nostra attenzione va anzitutto ai pensionati, soggetti fragili economicamente e, molto spesso, afflitti da una condizione di solitudine. L’attenzione va a loro ma, anche, ai loro familiari, figli e nipoti. I pensionati rappresentano oggi una sorta di wellfare improprio. Sono loro a reggere in parte o in toto le sorti di interi nuclei familiari. Sul piano economico, ma, ancor di più, sul piano sociale e umano. Eppure, sono veri e propri bersagli, di pubblicità ingannevole e di illusioni pagate a caro prezzo. Agli anziani si devono una tutela e una considerazione speciali. Ma quando anche volti noti, riconosciuti per i personaggi che hanno interpretato, famosi per essere beniamini del pubblico âgé si prestano a promuovere l’azzardo, ecco che l’ipocrisia della situazione viene pienamente svelata”.

Un impegno multidisciplinare

“I dati, le testimonianze, le storie che ascoltiamo – sottolinea Daniela Milano, responsabile del gruppo messinese ‘Mettiamoci in gioco’ – spiegano bene quanto siano necessari un approccio, una riflessione, un impegno multidisciplinare. La prospettiva sanitaria deve integrarsi con quella sociale, psicologica, finanziaria. E le strategie da mettere in piedi devono essere sìa di controllo sia di prevenzione. La dipendenza è una patologia complessa, che tocca tutti gli aspetti di un’esperienza di vita, e che riguarda non solo chi ne è affetto ma anche tutti coloro che a questa persona sono legati per qualsiasi ragione: familiari, amici, colleghi di lavoro. Gli effetti del gioco d’azzardo rappresentano un vero e proprio dramma sociale”.

 

 

Iria Cogliani