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“Perché ero ragazzo” di Alaa Faraj: presentazione il 27 gennaio a Messina

Promosso da Caritas Messina, Università di Messina, Arcidiocesi di Messina, Libera e CESV, si terrà il 27 gennaio alle ore 18:00 nell’aula magna del Rettorato (piazza Pugliatti 1, Messina) la presentazione del libro “Perché ero ragazzo” di Alaa Faraj, edito da Sellerio.

“Perché ero ragazzo” è composto dalle lettere dal carcere di Alaa, giovanissimo calciatore partito per l’Italia, pieno di speranze, progetti, una certa idea di Europa, «il romanzo di uno scandalo umano e giudiziario attraverso lo sguardo sbigottito di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare».

La storia

Nell’agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l’Italia dista cinquecento chilometri, circa un’ora di volo, Alaa ha appena vent’anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l’Italia, la porta dell’Europa, forse un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l’unica strada è salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori. Durante quella disperata traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa Faraj continua ad affermare da dieci anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale.

Il 22 dicembre 2025 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia ad Alaa Faraj. La grazia concessa è parziale, estingue solo una parte della sua pena.

Dichiara Gustavo Zagrebelsky, intervistato da Sara Scarafia su la Repubblica a proposito della grazia di Alaa: «Credo che Alaa ci abbia dato una grande lezione di civismo. Il diritto, che è qualcosa di più complesso della legge: non solo la fredda legalità, ma anche la corrispondenza a un sentimento di giustizia. Non so quanti cittadini italiani si sarebbero comportati come lui. Dopo più di dieci anni di detenzione che considera ingiusta, continua a dire “credo nell’Italia”, Paese che ha conosciuto solo nei trasporti da un carcere all’altro. Dice “ho fiducia nello Stato di diritto”».

Il libro

Alaa ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, «in una lingua naturalmente delicata, a volte ironica, colma di dignità e stupore. Lo ha scritto a mano, a stampatello, nei fogli rimediati in prigione e poi inviati – lettera dopo lettera – ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta in carcere durante un laboratorio e diventata la voce e il volto della battaglia di Alaa per la giustizia e la verità».

«”Perché ero ragazzo” è il racconto di un viaggio fatto di speranze e pericoli, l’indecenza delle morti per mare, l’arresto, la condanna, i primi dieci anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo prima sbigottito, poi sempre più consapevole, mantenendo una paradossale fiducia nello Stato: le indagini forse frettolose, sulla base di poche testimonianze di persone sotto shock, la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato».

«La lotta di Faraj per la libertà è diventata la lotta di scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d’inchiesta, programmi televisivi, un’attenzione che non accenna a scemare. Sono più di tremila le persone arrestate ne gli ultimi dieci anni in Italia come “scafisti” – nelle parole dei giudici “l’ultima ruota di un mostruoso ingranaggio del traffico di vite umane” – ma è noto che i trafficanti, quelli veri, rimangono a casa senza rischiare, spesso agendo in continuità con le autorità del loro paese, e non solo».

L’incontro

In programma per l’incontro a Messina, che sarà moderato da Anna Mallamo:

  • saluti istituzionali della Rettrice Giovanna Spatari e del Vescovo ausiliare Monsignor Cesare Di Pietro;
  • interventi di don Luigi Ciotti, Gaetano Silvestri, Maria Teresa Collica, Alessio Lo Giudice e Alessandra Sciurba, curatrice del libro;
  • letture di Corrado Fortuna.

Alaa Faraj potrà partecipare previa autorizzazione delle autorità competenti.

Iria Cogliani