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Persone senza dimora: a Messina un fenomeno da leggere con attenzione

Presentati i dati della rilevazione sulle persone senza di dimora realizzata nelle giornate 26, 28 e 29 gennaio 2026, nelle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio di Calabria, Roma, Torino, Venezia)

Un lavoro di rete tra istituzioni, volontari e Terzo settore per conoscere e affrontare la marginalità
A Messina 129 persone rilevate, 130 volontari coinvolti e una rete territoriale attiva nel censimento promosso da Istat e fio.PSD

La recente rilevazione nazionale sulle persone senza dimora, promossa dall’Istat in collaborazione con fio.PSD, restituisce una fotografia importante anche per la città di Messina, offrendo elementi utili per comprendere la dimensione e le caratteristiche di un fenomeno complesso e in continua evoluzione.
Nella notte del 26 gennaio 2026, a Messina sono state rilevate 129 persone senza dimora, di cui 104 ospitate in strutture di accoglienza e 25 presenti in strada. Si tratta di uno dei valori più contenuti tra le città coinvolte nella rilevazione, con una incidenza particolarmente bassa delle persone che vivono in strada (19,4%), a fronte di una prevalenza significativa di accoglienza in strutture.
Questo dato evidenzia come, nel contesto messinese, il sistema dei servizi riesca a intercettare e accogliere una parte rilevante delle situazioni di maggiore fragilità. Un elemento ulteriormente significativo riguarda la disponibilità dei posti letto, che risulta superiore al numero delle persone accolte, segnalando una capacità di risposta complessivamente adeguata sul piano emergenziale.
Accanto a questi elementi positivi, la rilevazione mette però in luce alcune caratteristiche che richiedono attenzione: tra le persone accolte si registra una presenza significativa di cittadini stranieri e, soprattutto, una quota non trascurabile di giovani, che indica come il fenomeno non riguardi esclusivamente fasce di popolazione più adulte e strutturalmente marginali. Allo stesso tempo, le persone rilevate in strada, seppur numericamente limitate, risultano spesso in condizioni di elevata vulnerabilità, vivendo prevalentemente in spazi aperti e privi di riparo.
Un ulteriore dato riguarda la bassa incidenza femminile, che potrebbe indicare una presenza meno visibile e quindi più difficile da intercettare attraverso gli strumenti tradizionali di rilevazione e presa in carico.
La rilevazione, realizzata secondo la metodologia “Point in Time”, rappresenta una fotografia puntuale del fenomeno e, come tale, va letta in una prospettiva più ampia, che tenga conto anche delle situazioni non immediatamente visibili o intercettabili.
Per la città di Messina, questo importante lavoro è stato reso possibile grazie a una ampia rete territoriale che ha visto il coinvolgimento di circa 130 volontari tra singoli cittadini, associazioni e il Gruppo comunale di Protezione Civile. Un contributo di grande valore sociale, che testimonia la disponibilità e la sensibilità della comunità messinese. Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione dell’Università degli Studi di Messina, che ha riconosciuto crediti formativi agli studenti coinvolti, favorendo così il protagonismo delle nuove generazioni in un’attività di grande rilevanza sociale.
I volontari sono stati coinvolti in un percorso di formazione specifico, finalizzato a garantire un approccio corretto e uniforme nelle operazioni di conteggio, a conferma dell’attenzione posta alla qualità metodologica dell’indagine.
Le attività sono state gestite e coordinate dall’Ufficio Statistica – Direzione Generale del Comune di Messina, con il supporto attivo degli assessorati competenti e una stretta collaborazione tra istituzioni e Terzo settore. In particolare, l’Amministrazione comunale ha evidenziato come il censimento si inserisca in un percorso più ampio di interventi già avviati negli anni, che hanno contribuito a ridurre significativamente la presenza di persone senza dimora in città, attraverso il potenziamento dei servizi e la creazione di una rete integrata di supporto.
In questo quadro, risultano fondamentali le strutture e i servizi attivati sul territorio, insieme all’azione costante degli operatori sociali e delle unità di strada, capaci di intervenire tempestivamente nelle situazioni di maggiore fragilità. Il censimento rappresenta quindi uno strumento prezioso per rafforzare ulteriormente l’efficacia degli interventi e migliorare la capacità di risposta del sistema locale.
Un ruolo rilevante è stato svolto anche dalla Protezione Civile, che ha partecipato attivamente alle operazioni, evidenziando come la mappatura delle persone senza dimora rappresenti un elemento strategico anche nella gestione delle emergenze. La conoscenza puntuale del territorio e delle situazioni di vulnerabilità consente infatti di attivare interventi più mirati ed efficaci in caso di eventi critici.
In questo contesto, il CESV Messina ETS ha svolto un ruolo di partner operativo, contribuendo sia alla ricerca, attivazione e coordinamento dei volontari, sia al supporto logistico e organizzativo delle attività sul campo, favorendo il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti. Un impegno riconosciuto e condiviso da tutti gli attori della rete territoriale, insieme al contributo della Caritas, delle parrocchie, delle associazioni e delle Municipalità che hanno messo a disposizione spazi e risorse per lo svolgimento delle attività.
La partecipazione a questa rilevazione rappresenta, ancora una volta, un’occasione per rafforzare la conoscenza del territorio e per consolidare quella collaborazione tra istituzioni, enti del Terzo settore e cittadini che costituisce la base per costruire risposte sempre più efficaci e integrate, nel solco di un lavoro che guarda al futuro senza perdere il valore dell’esperienza maturata nel tempo.

Per approfondimenti:

Rilevazione delle persone senza dimora

https://www.fiopsd.org/presentazione-dei-dati-della-rilevazione-sulle-persone-senza-dimora/

Rosario Ceraolo